I lignaggi Shakta e Kaula

La Scuola Devi Tantra Yoga diffonde gli insegnamenti del TANTRA INDIANO dell'antica tradizione secondo i lignaggi Kaula dell'unione di "SHIVA e SHAKTI"  e SAKTA della venerazione delle DASHA MAHAVIDYA (Le dieci dee tantriche della saggezza) e della grande Madre seguendo i principi di VERITA', SEMPLICITA' e AMORE , il messaggio che ha lasciato Babaji Shiva Mahavatar al mondo.

Maya, fondatrice di DTY è Maestra e Yogini Tantrica iniziata alla via Kaula dal suo primo Maestro Sri Anand Guptananda e dal 2007 riconosciuta Tantra Teacher e allieva diretta dal suo attuale Maestro Tantrico Indiano Swami Shri Param Eswaran che diffonde la  tradizione del tantrismo Sakta della dea vivente "Living goddess tradition".

Tantrismo Shakta

SAKTHI significa forza, potenza, energia femminile, è la manifestazione femminile del divino. La venerazione delle varie forme di Shakti è largamente diffusa in India.

Verso la metà del primo millennio si afferma nel subcontinente asiatico una nuova corrente spirituale e religiosa: lo shaktismo. Una miriade di forme della grande madre si andarono ad affiancare alle  preesistenti divinità maschili induiste formando così delle coppie divine. Questa corrente influenzò notevolmente anche il buddismo così che alle varie figure dei Buddha si affiancarono delle figure femminili. Alla divinità maschile che rappresenta l'immutabile si affianca la divinità femminile rappresentante la forza, la potenza e quindi l'energia divina. Una vera e propria rivoluzione religiosa che corrisponde anche ad una nuova veduta spirituale. Nel VII secolo d.C. lo shaktismo produsse i suoi testi sacri: i Tantra.

Le radici più profonde dello shaktismo e del tantrismo si possono individuare nel culto della grande madre dei popoli prevedici. Culti che hanno analogie in tutto il resto del mondo e ci riportano alle origini della spiritualità. Kali o Durga, Madri nere nelle più antiche culture, dee nere nell'antica Grecia o Madonne nere cristiane provengono da un unico prototipo. Una divinità arcaica che ha resistito alle tradizioni maschiliste, come quella vedica, e che è riaffiorata con nuova vitalità con il culto a Durga e Kali in tutte le loro forme.

La devozione a Kali, la dea che più esprime l'archetipo della grande madre, ha il suo fulcro nel tantrismo. La sua forma così terrifica simboleggia la potenza, la forza, il bene che sconfigge il male, è la manifestazione della potenza divina. Nera perché è il colore dove tutto scompare, chiamata anche Digambari (rivestita di cielo), Nuda e con grandi seni come le dee primordiali.

Shiva nel Mahanirvana Tantra così la descrive: "Come il bianco, il giallo e tutti gli altri colori scompaiono nel nero, allo stesso modo tutti gli esseri entrano in Kali."

Quindi è per coloro che hanno raggiunto la conoscenza degli strumenti per la liberazione finale, che la Kalashakti (Kali, senza di Lei il Tempo, Kala, cessa di esistere) senza attributi, senza forma e benefica, ha il colore dell'oscurità.

Poiché l'eterno, inesauribile e benefico nella forma di Kala (il Tempo) è il Nettare stesso, per questo il segno della Luna è posto sulla Sua fronte (dalla Luna fluisce il Nettare). Poiché Lei osserva l'intero universo, che è il prodotto del Tempo (l’Universo è il Brahman nella forma dello Spazio-Tempo che è Maya), con i suoi tre occhi - la Luna, il Sole, e il Fuoco – per questo Lei ha tre occhi.

Poiché Lei divora tutta l'esistenza, poiché Lei mastica tutto ciò che esiste con i suoi denti feroci (Kala-danta, i denti che sono il Tempo), per questo il sangue è immaginato come abbigliamento della Regina dei Deva (alla dissoluzione finale).

Poiché di volta in volta Lei protegge tutti gli esseri dal pericolo, e poichè Lei li dirige nei sentieri del dovere, le sue mani sono sollevate per dissipare la paura e concedere benedizioni.

Poiché Lei racchiude l'universo, che è il prodotto del Rajoguna (la Passione , la qualità attiva), viene descritta come la Devi che è seduta sul loto rosso, mentre guarda Kala ubriaco da vino inebriante e che gioca con l'universo. Inoltre la Devi, la cui sostanza è l'intelligenza, è testimone di tutte le cose.

La Madre Divina è venerata come dieci personalità cosmiche, le Dasa-Mahavidya. Le Mahavidya sono considerate tantriche per natura e sono di solito identificate come:

  • Kali: La forma ultima del Brahman, "Divoratrice del Tempo".
  • Tara: La Dea che è guida, protettrice e salvatrice. Colei che offre la conoscenza ultima che dà la salvezza (nota anche come Neel Saraswati).
  • Shodashi or Lalita Tripurasundari: La Dea che è "bella nei tre mondi", la "Parvati tantrica" o la "Moksha Mukta".
  • Bhuvaneshvari: La Dea come Madre del Mondo, o il cui corpo è il cosmo.
  • Bhairavi: La Dea feroce.
  • Chinnamasta: La Dea auto-decapitata.
  • Dhumavati: La Dea Vedova, o Dea della morte.
  • Bagalamukhi: la Dea che paralizza i nemici.
  • Matangi: il Primo Ministro di Lalita, la "Sarasvati tantrica".
  • Kamala: La Dea del Loto, la "Lakshmi tantrica".

Tantrismo Kaula

Kula-arnava è termine composto dalle parole कुल kula, che significa stirpe famiglia, ma qui indica laशक्ति śakti, e  अर्णव arṇava che significa flusso, onda, oceano, traduzione possibile: Oceano della śakti.
Se śakti è Kula, śiva è Akula.

Tutto ciò che è manifestazione, testimonianza e insegnamento è Kula. L'assoluto incontaminato è Akula.
L'unione di Kula ed Akula genera अमृत amṛta, non morte, nettare dell'immortalità.

Questo nettare che non può essere prodotto mediante sacrifici ma solo tramite:
1) esperienza diretta,
2) inferenza,
3) testimonianza (scritture)

Il Kularnava tantra come tutti i tantra è shastra del kali yuga, l'epoca in cui la mente degli uomini è così oscurata che solo la grazia di due divinità può rischiararla: कृष्ण kṛṣṇa e कलि kali

L'assoluto, nel kali Yuga, è come un seme, nel kali yuga, avvolto non da veli ma da pesanti coltri ad indicare l'accresciuto potere di māyā. Questo assoluto è śiva- śakti (Akula- Kula) e non muta al variare dei nomi con cui è definito: Rudra, brahma, visnu ecc.

"Il sadhaka che medita su Parvati (Mahesvari la consorte di Mahesvara ovvero śiva, comprende nel cuore e nella mente che lei non diversa dal Guru, da Visnu, da mahesvara e dal Mantra e si fa egli stesso mahesvara, benchè appaia come Jiva individuato".

"Il vero vino che bisogna ricercare e bere è il nettare divino che inebria con la gioia e la vita eterna. È un vero yogi che conosce la ‘copulazione’ chi gode della beatitudine infinita che deriva dall’unione del Sé (Shiva) e della sua suprema Shakti (Kundalini)".

Il Kularnava Tantra è uno dei testi più importanti della tradizione Kaula e Nath ed è considerato un’autorità nella letteratura tantrica. Il libro – degno di studio da parte di chi vuole comprendere i principi e la pratica della via tantrica –si presenta in forma di dialogo tra il Signore dello yoga, Shiva, e la sua Shakti, la Madre dell’universo.

Il Tantra è una guida alla liberazione spirituale ‘senza i limiti e le costrizioni’ della religiosità sociale. Il significato dei testi può sembrare a prima vista palese, ma la maggior parte di essi usa un linguaggio che va interpretato, vissuto e realizzato a livelli differenti. Secondo la tradizione, ogni cosa ha un significato fisico, sottile e trascendente, e la Devi con la Sua maya può confondere o illuminare. Si dice che la persona non pura e con una mentalità animale sia predisposta a fraintendere il significato dei testi. La comprensione del loro linguaggio ermetico si trova andando alla radice della filosofia tantrica, in cui non esiste Shiva senza Shakti, e lo yoga è la realizzazione dell’unità di tutte le cose.

Il Kularnava Tantra è dedicato all’aspetto superiore di Shiva, chiamato Ardhanarishvara. Questo aspetto riunisce in un’unica forma Shiva e Shakti, e rappresenta l’unione dei principi maschile e femminile, ida e pingala (ha-tha), del respiro esalato e di quello inalato. Ogni capitolo è chiamato ullasa o beatitudine, in riferimento al nettare divino di cui gode chi partecipa all’unione di Shiva e Shakti.