Tantrismo una via spirituale millenaria

La parola Tantra deriva dalle parole sanscrite tanoti che significa “espandere” e trayati che significa “liberare”. È perciò considerata la conoscenza che insegna ad espandere la coscienza e a liberare l’energia.

L'origine del tantrismo si collega a quella dello śaktismo dei popoli dravidici che vissero nella valle dell’Indo tra il 3000 e il 1300 a.C., in primis le civiltà di Harappa e di Mohenjo Daro che erano di tipo matriarcale. Non solo la loro religione ma soprattutto la loro vita di tutti giorni era incentrata sul culto della Śakti, che rappresentava l’aspetto femminile e dinamico della divinità, succedaneo dei culti della Grande Madre di epoca neolitica, se non addirittura paleolitica.  Nelle società matriarcali anche la religione era un'esperienza viva, in cui l'incontro con il divino non era legato a un sistema di dogmi e credenze, ma veniva sperimentato personalmente.

Qui si narra abbia avuto origine secoli prima anche lo Yoga tramandato da Śiva alla sua consorte Pārvatī.  Ella, per un atto di compassione, tramandò gli insegnamenti segreti di Śiva nella forma del Tantra agli antichi saggi, i rishi, per renderli disponibili agli esseri umani al fine di ricordare la loro natura divina.

Gli insegnamenti tantrici si presentavano come una serie di tecniche e rituali per ottenere la “liberazione dai legami del mondo da vivi” ossia diventare Jīvanmukta.  

Per secoli gli insegnamenti tantrici sono stati tenuti segreti e tramandati in forma orale solo da maestro a discepolo, onde evitare fraintendimenti ma soprattutto per evitare un approccio intellettivo del praticante. Questo ha dato origine ad una pluralità di correnti e scuole in osmosi continua tra di loro, fino a quando comparirono i primi testi che misero per iscritto conoscenze millenarie. Questi testi risultarono comunque spesso criptici, quasi intellegibili, perché redatti con un linguaggio oscuro al fine di preservarne il carattere segreto e occulto.

Il Tantra è con molta probabilità la corrente principale nella spiritualità indiana degli ultimi mille anni o più, e ci aiuta a comprenderne la sua evoluzione. La maggior parte dell'Induismo moderno e anche molto del Buddismo e del Giainismo è di origine Tantrica. C'è un forte elemento tantrico nel Sikh Dharma, se si osserva con attenzione. Il Buddismo tibetano è in gran parte di forma tantrica, ripresa dai tantrici indiani nel Bengala e nel Bihar. Tale buddhismo che fa uso di mantra, mandala, divinità, yoga e meditazione è molto più vicino alle discipline tantriche e vediche indù di quanto non lo sia per il vecchio buddhismo dello Sri Lanka e della Thailandia.
Gli insegnamenti tantrici sono stati importanti per la maggior parte dei principali guru dell'India moderna da Ramakrishna e Vivekananda, tra cui Aurobindo, Shivananda, Anandamayi Ma e molti altri. Ganapati Muni, il principale discepolo di Ramana Maharshi, fu un altro grande Yogi tantrico. Eppure questa tradizione è ancora più antica. I principali guru dello yoga negli ultimi mille anni o più sono stati principalmente Nath Yogi, che sono degli Shaiviti tantrici, a cominciare da Goraknath e Matsyendra Nath. Tali Nath Yogi sono stati i fondatori della tradizione Hatha Yoga così come molti importanti approcci al Tantra. I Nath Yogi furono onorati da Shankara, Jnanadeva, Abhinavagupta e molti altri grandi maestri indù del periodo medievale. Anche gli insegnamenti del moderno guru dello Yoga, Krishnamacharya, sono attribuiti alla tradizione dichiarata da un certo Natha Muni. Questo significa che senza capire il vero Tantra è difficile capire lo Yoga.

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