Tantra Yoga Tradizionale

“Senza un corpo fisico armonioso e pieno di vitalità non esiste beatitudine suprema”.
HEVAJRA TANTRA

Yoga, dal sanscrito yuj significa “unità” o “unione”. In termini spirituali esso rappresenta il ricongiungimento dello spirito incarnato o individuale (JĪVĀTMĀ ) con lo spirito universale (PARAMĀTMĀ). Yoga non è la realizzazione in sé, ma i mezzi per giungere ad essa, attraverso procedimenti fisici e psichici atti a scoprire l’essenza intima dell’uomo, che è la Suprema.

Lo Yoga che conosciamo al giorno d’oggi si è sviluppato come una conoscenza delle civiltà tantriche che vissero in India e in altre parti del mondo più di diecimila anni fa.
Secondo quanto è stato tramandato, il fondatore del Tantra Yoga è stato proprio SadaŚiva, il mitico iniziatore, la figura primordiale dello yogi, un essere sospeso tra Terra e Cielo, Maestro in cui il Divino si incarna per dare forma al Mondo, il fondatore dei costumi, dell’amore, della musica, dell'arte e dello yoga tantrico.

Nella pratica del Tantra yoga viene avvertito il "soffio divino". Lo si percepisce come un formicolio o vibrazione sottopelle. Una vibrazione che diviene sempre più profonda e sottile man mano che, tramite le asana e la pratica della meditazione si sciolgono i blocchi psicofisici.

La percezione dell'effervescenza dell'energia sessuale può produrre ciò che viene chiamato “CAVALCARE LA TIGRE” e può nascere solo dalla libertà e dalla verità interiore. Il tantrico non ricerca il piacere, ma ne viene sorpreso. Con l'animo del fanciullo, o dell'artista, scopre la bellezza di un suono, di un colore, del volo di un uccello e se ne stupisce con divertito distacco.

Nel Tantra Yoga, l’energia sessuale viene scoperta, trasmutata e sublimata per permettere all’individuo di raggiungere stati elevati di coscienza fino alla perfetta comunione con la Coscienza Universale. È l’unione dei due aspetti Yin e Yang, femminile e maschile, lunare e solare, che porta alla creazione, a tutta la manifestazione.

L’utilizzo di mantra, rituali, pranayama e meditazione negli insegnamenti Tantrici è probabilmente la più elaborata e completa nell'intera tradizione Yoga. Si può affermare che lo Hatha Yoga, una delle forme più diffuse e praticate di Yoga al giorno d’oggi, sia essenzialmente di derivazione Tantrica. Il termine Hatha è composto dalle parole sanscrite ha che significa “sole” e tha che significa “luna”, a rappresentare l’unione delle polarità - sole/luna, maschile/femminile, positivo/negativo, Śiva/śakti - e la loro unione e trascendenza ricercata tramite la pratica. L’Hatha Yoga, come il Tantra, predilige un approccio di conoscenza e domino del corpo e della mente attraverso la pratica di asana (posture di yoga), pranayama (esercizi di respirazione), mudra e banda (gesti delle mani), meditazione, e di purificazione dello stesso tramite le sei tecniche conosciute come shatkarma.

Nel tantra yoga non esiste nessun tipo di esibizionismo o competizione con il proprio corpo. Si lavora con il corpo come unico strumento che abbiamo a disposizione, per questo non si usano coadiuvanti come attrezzi per correggere la postura. È per questo la forma di yoga più naturale che esista, e nella sua semplicità risiede la sua difficoltà.

Mantra

 I mantra sono suoni che racchiudono le leggi e gli archetipi che stanno dietro l’operato dell’energia dell’universo. “Non c’è Tantra senza Mantra”. L’introduzione al Mantra viene considerata nella via tantrica come la prima iniziazione ed è per questo di fondamentale importanza.  Esso rappresenta una parte così importante del Tantra- Shastra (testi sacri del tantra) che il suo secondo nome è Mantra-Shastra.

La parola mantra deriva dall’unione di manana, pensiero, e trāna, liberazione dalla schiavitù del mondo fenomenico. Molti orientalisti definiscono il Mantra come “preghiera”, “formula di culto”, “sillabe mistiche”, ma in realtà il Mantra non è nulla di necessariamente santo o pio. Il Mantra è innanzitutto potenza, Śakti, in forma di Suono, Shabda. Il Mantra viene definito anche come lo Shabdabrahaman manifestato, cioè il suono della creazione. In realtà il suono è esso stesso creazione, il Brahaman, nella forma del Mantra AUM/OM.

Sui piani sottili ogni suono (Nada) ha la sua forma (Rupa), ogni cosa viene creata attraverso un suono, ovvero una vibrazione (Spanda) nello spazio etereo (Akasha), un movimento della natura primordiale (Mula Prakriti o MahaŚakti), dinamizzata grazie al potere che il principio maschile (Purusha) ha di metterla in moto.

La ripetizione del Mantra (Japa) è un atto essenzialmente creativo e tantrico. Le due labbra sono Shiva e Shakti. Il loro movimento è il coito (Maithuna).  Il suono (Shabda) che ne nasce partecipa della natura di Bindu.

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Lord Shiva il grande maestro dello Yoga

Lord Shiva, tra le grandi divinità dell'induismo, personifica maggiormente la pratica dello yoga. Come Yogeshvara, il grande signore dello yoga, Adi Yogi e Mahayogi, governa tutti gli aspetti dello yoga relativi al corpo, mente e coscienza.
Shiva è il signore della pratica delle asana con 84 lakh di asana che si dice derivino dai suoi movimenti. Come Nataraj, il signore della danza, la sua danza e i suoi gesti riflettono anche le posizioni yoga.

Shiva simboleggia il Prana immortale, la forza immortale dell'esistenza eterna. È onorato come Mrityunjaya, colui che vince la morte. Gli insegnamenti di yoga tantrico sul prana si riferiscono a Shiva, che detiene il potere interiore del pranayama.

Shiva è la fonte di tutti i mantra. È Omkara, il suono cosmico primordiale, e dal suo tamburo risuonano tutte le lettere dell'alfabeto sanscrito.

Shiva è il signore della meditazione, raffigurato seduto in profonda meditazione. Nella sua Dakshinamurti o forma giovanile, è l'insegnante di Jnana Yoga, lo yoga della conoscenza, attraverso il potere della mente silenziosa, illuminando tutti i grandi Rishi.

Il simbolismo di Shiva

Shiva è famoso per avere tre occhi o Tryambakam. Il terzo occhio di Shiva è l'occhio interiore della consapevolezza unitaria e della percezione superiore. Shiva come il signore della montagna, l'Himalaya e i Kailas, rappresenta la montagna della meditazione.

Il Gange che scorre giù dalla testa di Shiva rappresenta il flusso immortale di una maggiore consapevolezza yogica. Lo Shiva Linga, la sua energia focalizzata verso l'alto, rappresenta il potere ascendente dello yoga, la mente silenziosa del Samadhi e lo stato yogico della pura coscienza e trascendenza .

La consorte di Shiva nota come Devi o Shakti, la Divina Madre, è la Yoga Shakti, il potere dello yoga sempre onorata insieme a Shiva. Shakti nelle sue svariate manifestazioni, da quella di Kundalini Devi, energia creativa primordiale che risiede alla base della colonna vertebrale, alla sua forma di Chit-shakti, rispecchia a livello cosmico la magnificenza di Shiva e ci permette di sperimentare l'energia di Shiva all'interno del nostro corpo.

Tradizioni dello yoga tantrico shivaita

Molte grandi tradizioni yoga derivano da Shiva e lo onorano come il loro guru originale. La maggior parte dei sadhu himalayani sono Shivaite. Lo Shaivismo Yoga include le tradizioni Nath che formano gli insegnamenti principali di Hatha Yoga e Siddha Yoga. Nei tempi vedici, Shiva fu lodato come Rudra insieme ai Marut, i suoi saggi erranti e con grandi Rishi come Vasishta. Gli Shiva Yogi mantengono uno speciale fuoco sacro in onore di questa eredità vedica.

Lo yoga shivaita nel Mahabharata è chiamato Pashupata Yoga. L'immagine di Shiva come Pashupati o il signore degli animali, con una forma a tre teste, è l'immagine più duratura nell'arte indiana, trovata già nell'era di Harappan. Shiva rappresenta l'eterna presenza dello yoga dietro la cultura dharmica dell'India.

I numerosi santuari di Shiva in tutta l'India detengono molti poteri yogici, da Kailas e Manasarovar a nord fino a Rameshwaram a sud, inclusi i famosi 12 Lingu Jyotir da Somnath a Kashi Vishwanath. Un costante flusso di pellegrini frequenta questi santuari regolarmente oggi come hanno fatto per migliaia di anni. Il Kumbha Mela, il più grande raduno religioso del mondo, offre un punto centrale alla sua adorazione che si estende a decine di milioni di devoti.

Shiva dimora nella pura consapevolezza sempre sveglia che è il nostro vero sé al di là del risveglio, del sogno e del sonno profondo, come proclamano le Upanishad. Dove prevale lo stato di Shiva di pace e distacco, l'universo ritorna al suo stato originale di traboccante felicità.

Entrando nella nostra natura più profonda di Shiva andiamo oltre il corpo e la mente, il tempo e lo spazio, nella luce immortale pura della consapevolezza sconfinata.

Om Namah Shivaya!

Questo articolo è stato pubblicato per la prima volta da Daily Om. Traduzione a cura di Jyotika Kamala Devi.